Come gli altri sensi, l’udito è un importante strumento per conoscere il mondo. Ecco perché basta avere le orecchie tappate per sentirsi esclusi almeno in parte dall’ambiente circostante: tutto pare ovattato, rumori e suoni si avvertono lontani e attutiti, e al fastidio può associarsi anche dolore.

A volte si tratta di un fenomeno transitorio (per esempio quando si atterra dopo un viaggio aereo), ma in altri casi questo malessere può perdurare per giorni e settimane, tanto da richiedere la visita del medico di famiglia per valutare le possibili cause e stabilire le modalità di trattamento più adatte al caso o rimandare, se necessario, alla visita di uno specialista otorinolaringoiatra.

Cause

Quando si parla di orecchie tappate si fa riferimento a un disturbo caratterizzato da una ridotta trasmissione dei suoni che dall’esterno giungono al cervello attraverso il nervo acustico. Questo disturbo può essere causato da un’ostruzione (un vero e proprio tappo) localizzata nel condotto uditivo esterno, quella sorta di galleria che convoglia le onde sonore captate dal padiglione auricolare al timpano. Tale tappo nel canale uditivo può essere conseguenza di:

  • accumulo di cerume;

  • presenza di acqua che ristagna (può succedere per esempio ai frequentatori abituali della piscina o dopo bagni in mare o anche dopo una semplice doccia, specie in chi ha un condotto uditivo dall’anatomia particolarmente contorta);

  • presenza di corpi estranei (come residui di cotone determinati dall’uso scorretto di cotton fioc per la pulizia delle orecchie, piccoli oggetti inseriti nell’orecchio dai bambini o residui di tappi di cera utilizzati contro il rumore);

  • otite esterna, cioè un’infiammazione che coinvolge la mucosa del condotto uditivo esterno;

  • accumulo di catarro, prodotto in eccesso in presenza di infezioni delle alte vie respiratorie (raffreddore, mal di gola ecc.) che possono causare un’otite media, un’infiammazione dell’orecchio medio.

 

Esiste, infine, la possibilità che la trasmissione dei suoni risulti ostacolata anche in assenza di un vero e proprio tappo. Può succedere in seguito a sbalzi di pressione, per esempio salendo di altitudine in montagna o praticando immersioni subacquee o, ancora, durante i viaggi in aereo. Inoltre, la sensazione di tappo alle orecchie può essere uno dei sintomi di problemi che non riguardano direttamente l’orecchio (per esempio disturbi della masticazione).

Affrontiamo ora nel dettaglio alcune delle cause più frequenti di ostruzione auricolare, con i rimedi, caso per caso, per stappare le orecchie.

 

Orecchio tappato: cerume

La formazione di un tappo di cerume è probabilmente una delle cause più frequenti di orecchie tappate e può riguardare anche un solo orecchio.

Il cerume è la sostanza giallo-bruna che viene naturalmente prodotta da specifiche ghiandole poste all’interno del canale uditivo con la funzione di lubrificare il condotto stesso e di proteggerlo dall’ingresso di materiale indesiderato e agenti infettivi.

Normalmente il cerume migra da solo verso l'esterno, insieme con piccoli residui della pelle del condotto uditivo. Ci sono però casi che predispongono all’accumulo di questa sostanza, fino alla formazione di un tappo.

Particolarmente a rischio sono, per esempio, anziani e bambini: i primi hanno un cerume più secco che tende quindi a depositarsi; i secondi, invece, hanno un condotto uditivo esterno più stretto e quindi più facile all’ostruzione. Anche chi porta protesi acustiche, che ostacolano la naturale fuoriuscita del cerume, è più esposto alla possibilità di un accumulo di questa sostanza.

L’accumulo di cerume, inoltre, può essere favorito da una detersione/pulizia auricolare scorretta: la detersione delle orecchie con cotton fioc, per esempio, può ostacolare la naturale fuoriuscita verso l’esterno del cerume e, anzi, spingerlo in profondità nell’orecchio, con il rischio di creare piccole lesioni del canale uditivo e, nei casi peggiori, seri danni al timpano.

Infine, essendo il cerume una sostanza igroscopica (cioè che trattiene l’acqua), anche un eventuale ristagno di acqua può favorirne l’accumulo.

Questi i principali sintomi che possono accompagnare la presenza di un tappo di cerume:

  • calo dell’udito e percezione ovattata dei suoni, da un solo orecchio o, in alcuni casi, anche da entrambi;
  • senso di orecchio pieno;
  • rimbombo della propria voce;
  • acufene (ronzii e fischi).

Il senso di chiusura e il conseguente calo di udito dovuto al tappo di cerume può peggiorare, anche con la comparsa di mal d’orecchio, subito dopo un bagno, perché l’umidità favorisce l’espansione del tappo.

Quando si hanno sintomi che fanno sospettare la presenza di un tappo di cerume, il primo passo consiste nel sottoporlo all’attenzione del medico di famiglia, per essere certi che si tratti proprio di un accumulo di questa sostanza e per escludere, per esempio, la presenza di corpi estranei e/o di otiti.

Se il tappo provoca i sintomi appena descritti e/o ostruisce la visione della membrana del timpano, è opportuno rimuoverlo. Per farlo in genere il medico prescrive un farmaco in gocce auricolari a base di sostanze oleose solventi ed emollienti (come per esempio dimetilbenzene e olio di mandorle): in genere occorre riempire il contagocce e, dopo aver inclinato la testa con l’orecchio tappato verso l’alto, instillare le stesse nel canale uditivo, mantenendo la posizione per 5-10 minuti, in modo da ammorbidire il tappo. Una volta fatto ciò, occorre lavare l’orecchio con acqua tiepida.

Per i tappi particolarmente duri, può essere necessario ripetere l’instillazione di gocce emollienti più volte al giorno, per 4-5 giorni (comunque secondo le indicazioni ricevute dal medico o presenti sul foglietto illustrativo) prima di ripresentarsi dal medico (o dall’otorinolaringoiatra) che, se necessario, provvederà a eliminare il tappo definitivamente: in genere si ricorre a irrigazioni di acqua tiepida (l’acqua calda o quella fredda possono dare vertigini e fastidi) con una siringa senza ago o, quando non è possibile, con manovre specifiche di rimozione e/o aspirazione che vanno svolte dal medico per evitare rischi di traumi e danni al timpano.

Meglio evitare invece il ricorso ad altre soluzioni per sciogliere il cerume (come l’acqua ossigenata) senza prima aver consultato il medico.

Chi è più predisposto all’accumulo di cerume può puntare sulla prevenzione ricorrendo a specifici spray per la detersione anche quotidiana delle orecchie, come per esempio quelli a base di una soluzione salina isotonica. Si tratta di prodotti che facilitano la rimozione dell’eccesso di cerume e contrastano i ristagni di liquidi. Si trovano in farmacia e sono adatti anche ai bambini (ma non ai neonati).

 

Orecchie tappate cause e rimedi per stapparle

 

Orecchio tappato e dolore

A volte, alla sensazione di orecchio tappato può associarsi ad un vero e proprio dolore, il cosiddetto mal d’orecchio. Se nel caso di un tappo di cerume, come visto, tale sintomo tende a essere presente soprattutto

quando il tappo si dilata a causa dell’umidità, ci sono condizioni in cui il dolore è forte e si avverte a ogni movimento auricolare, anche se si sfiora appena il padiglione.

È il caso, in particolare, dell’otite esterna, l’infiammazione che interessa il rivestimento esterno del condotto uditivo, causata per lo più da batteri o funghi, e favorita dal ristagno di acqua nell’orecchio (è infatti tipica dell’estate) e/o da una scorretta detersione. Nel primo caso, il condotto uditivo viene mantenuto a lungo umido e i germi, soprattutto funghi, portati dall’acqua, possono più facilmente proliferare; nel secondo, la pelle del condotto può presentare piccole lesioni che possono essere infettate da batteri.

In entrambe le situazioni la sensazione di orecchie tappate è conseguenza del gonfiore cui va incontro il condotto uditivo infiammato e delle eventuali secrezioni purulente prodotte dagli agenti infettivi; oltre alla sensazione di orecchio chiuso si avvertono prurito e forte dolore e può essere presente nell’orecchio un siero trasparente o giallastro. In alcuni casi può comparire anche qualche linea di febbre.

In presenza di tali sintomi è bene rivolgersi al medico o allo specialista che potrà confermare o meno che si tratti di otite e prelevare un po’ di siero per stabilire se il disturbo è di origine batterica o fungina.

Per lenire il dolore e ridurre l’infiammazione rapidamente, si può ricorrere anche nei bambini a farmaci in gocce a base di anestetici locali e antinfiammatori (come per esempio la procaina cloridrato e il fenazone).

 

Orecchio tappato: catarro

Se il canale uditivo esterno è libero, il tappo può nascondersi nell’orecchio medio, dove si trova la cassa del timpano, una cavità piena d’aria che permette alla membrana timpanica di vibrare e trasmettere il suono all’orecchio interno.

Questo avviene principalmente in seguito all’accumulo di muco proveniente appunto dal naso in caso per esempio di forte raffreddore: quando il muco infetto non viene drenato dalle narici in modo completo, si accumula fino a intasare l’orecchio, col rischio di determinare un’otite catarrale media, infiammazione che comporta un sensibile calo dell’udito, acufene, senso di orecchio pieno, mal d’orecchio (che può estendersi anche alla testa), febbre. Può anche succedere che la pressione del catarro sulla membrana del timpano ne causi la rottura, con conseguente fuoriuscita di una secrezione giallastra, più o meno densa, dal padiglione auricolare.

Ci sono soggetti più predisposti di altri all’accumulo di catarro e all’otite media catarrale. Di seguito alcuni esempi:

  • i bambini, per la conformazione del condotto uditivo;

  • chi soffre di ipertrofia delle adenoidi;

  • chi ha un setto nasale molto deviato, che rende più difficile il drenaggio del muco dalle narici.

 

Per favorire invece l’eliminazione del catarro presente nel condotto uditivo, consultare il proprio medico che generalmente prescrive farmaci mucolitici fluidificanti, oltre a trattare eventuali raffreddori e riniti concomitanti. Possono dare benefici anche cure termali, in particolare insufflazioni di gas termale, eventualmente associate anche ad altre terapie inalatorie termali, come aerosol o docce nasali.

Per contrastare il dolore associato, è possibile utilizzare un farmaco antinfiammatorio e analgesico in gocce, per esempio a base di procaina cloridrato e fenazone.

Se il problema tende a ripresentarsi con frequenza, lo specialista può richiedere ulteriori accertamenti (come una rinofibroscopia) per osservare l’anatomia delle cavità nasali e del rinofaringe, individuare per esempio un setto nasale deviato o un problema alle adenoidi.

 

Orecchio tappato: pressione

Nella cavità timpanica l’aria è presente a una determinata pressione: quando quella esterna è maggiore (succede per esempio a chi fa immersioni subacquee) o minore (per esempio in montagna o in aereo, per via dell’altitudine maggiore), si avverte un senso di orecchie tappate.

Tornando alla pressione normale, cioè scendendo dalla montagna o risalendo in superficie, le orecchie si “stappano” da sole. Ma può essere necessario intervenire prima con tecniche di compensazione, per non rischiare danni o traumi alla membrana del timpano. In alta quota, per esempio, è sufficiente deglutire o sbadigliare. Sott’acqua, invece, si può stringere il naso tra le dita soffiando dolcemente a bocca chiusa.