Cos’è il mal d’orecchio

L’otalgia, comunemente chiamata “mal d’orecchio”, è un termine medico utilizzato per indicare una condizione in cui è presente un dolore alle orecchie.

Nonostante sia un disturbo abbastanza comune a tutte le età, a esserne interessati sono soprattutto i bambini al di sotto dei 10 anni, periodo durante il quale è frequente anche l’otite media, una delle principali cause di otalgia. Di contro, negli adulti la sua comparsa è generalmente più rara e riguarda in particolare chi pratica sport acquatici e gli ultracinquantenni.

La durata e l’intensità del dolore dipendono principalmente dalle cause che l’hanno generato. Determinare i fattori scatenanti non è però sempre facile, considerando come il fastidio o il vero e proprio dolore alle orecchie sia collegabile a più di un disturbo che può interessare o meno l’orecchio. Si parla infatti di:

  • otalgia primaria, se il dolore si origina all’interno della cavità dell’orecchio

  • otalgia secondaria o riflessa se la sensazione dolorosa dipende da un disturbo che non interessa direttamente l’orecchio.

Le principali cause delle due forme di otalgia sono elencate di seguito.

 

Cause di otalgia primaria:

  • scorretta pratica igienica (l’uso di bastoncini di cotone, una pulizia non costante o troppo profonda ecc.)

  • ipersecrezione di cerume con conseguente accumulo all’interno del canale uditivo(il cosiddetto “tappo di cerume”)

  • infiammazione acuta o cronica dei condotti uditivi esterni (otite esterna) o dell’orecchio medio (otite media) per esempio di origine batterica

  • presenza di corpi estranei nel condotto uditivo (come piccoli oggetti che possono essere inseriti nell’orecchio dai bambini)

  • presenza di acne o ascessi nel condotto uditivo

  • perforazione della membrana timpanica

  • lesioni provocate da un brusco cambio della pressione (barotrauma), come può avvenire per esempio durante un’immersione subacquea o un viaggio in aereo

  • stress acustici forti e prolungati (macchinari, musica ecc.)

 

Cause di otalgia secondaria:

  • disturbi del cavo orale (che interessano denti, gengive, lingua ecc.)

  • infiammazione delle tonsille o della gola (tonsillite, faringite), ingrossamento delle adenoidi

  • disturbi da raffreddamento (mal di gola, naso chiuso, raffreddore, influenza ecc.)

  • infiammazione di un nervo cranico, come per esempio il trigemino

  • artrosi cervicale

  • tumori della faringe, della laringe ecc.

 

Sintomi

Come la durata e l’intensità, anche la sintomatologia del mal d’orecchio dipende dalla sua origine. Oltre al classico dolore alle orecchie, percepibile in maniera diversa da persona a persona (per esempio come intermittente, continuo, ritmico, ovattante o pulsante), si aggiungono generalmente i seguenti sintomi:

  • ridotta capacità uditiva accompagnata spesso da senso di ovattamento o rimbombo, da collegare soprattutto alla presenza di muco (in caso per esempio di otite media catarrale) o cerume in prossimità del timpano

  • ronzii alle orecchie (acufene)

  • mal di testa

  • prurito e gonfiore all’interno dell’orecchio

  • dolore durante la deglutizione

  • vertigini o capogiri se l’infiammazione coinvolge anche la parte dell’orecchio deputata all’equilibrio

  • fuoriuscita di materiale purulento a causa di piccole lesioni della membrana timpanica.

Se, come spesso avviene, la causa del male all’orecchio è un’otite potranno comparire anche febbre, brividi di freddo, tosse, naso che cola, vomito o nausea. In caso di otite esterna si può avvertire dolore anche al solo tocco del padiglione auricolare esterno o durante il movimento della mandibola.

 

Cosa prendere per il mal d’orecchio

 

Diagnosi

Per il mal d’orecchio è fondamentale rivolgersi fin dai primi segnali al proprio medico di famiglia, al pediatra e/o allo specialista otorinolaringoiatra per una diagnosi tempestiva. Iniziare precocemente un trattamento corretto può non solo dare sollievo nell’immediato, ma anche evitare la progressione in una forma di mal d’orecchio più dolorosa.

Solitamente, per prima cosa il medico procede con l’anamnesi, ossia con la raccolta delle informazioni sulla storia clinica, parlando direttamente con il paziente o i genitori nel caso in cui si tratti di bambini o neonati. È importante approfondire anche eventuali disturbi non strettamente collegati all’orecchio, ma che interessano per esempio la zona cervicale, la bocca (mal di denti, ascessi, bruxismo, parotiti) o l’apparato respiratorio (raffreddore, mal di gola ecc.).

A questo segue l’esame fisico durante il quale verrà valutata la temperatura corporea e, tramite otoscopio, la presenza di tappi di cerume o di rossore dovuto a un’infiammazione in corso.

In alcuni casi, per individuare le cause del disturbo e un trattamento adeguato sarà necessaria una visita specialistica, durante la quale l’otorinolaringoiatra potrà decidere di prescrivere ulteriori indagini, come per esempio alcuni esami strumentali (fibroscopia, esame otovestibolare, TAC ecc.).

 

Cosa prendere

Solo una volta formulata la diagnosi e individuate le cause scatenanti, il medico sarà in grado di indirizzarvi verso un trattamento o un farmaco adeguato.

Per alleviare il dolore e l’infiammazione le cure si basano principalmente su farmaci in gocce a base di anestetici e antinfiammatori locali, spesso usati in combinazione, come per esempio

procaina cloridrato e fenazone. Mentre i primi bloccano temporaneamente la trasmissione del dolore, i secondi agiscono sulla causa dell’infiammazione.

Se il male all’orecchio deriva da un’infiammazione del condotto uditivo esterno causata dalla presenza di un tappo di cerume, al trattamento contro il dolore è indicato abbinare anche un prodotto in grado di eliminare l’accumulo di cerume. A questo scopo si possono utilizzare farmaci ceruminolitici in gocce a base di sostanze ad azione solvente ed emolliente, come per esempio dimetilbenzene e olio di mandorle.

Un valido aiuto alle terapie farmacologiche, anche in un’ottica di prevenzione, è rappresentato da spray a base di soluzioni isotoniche di acqua di mare che consentono di mantenere l’orecchio pulito, rimuovendo l’eccesso di cerume ed eventuali ristagni di liquidi. Questi prodotti sono indicati soprattutto per chi è soggetto a un’eccessiva produzione di cerume, per chi pratica sport acquatici e per i portatori di apparecchi acustici.

Nei casi più lievi o nelle fasi di remissione del disturbo è possibile trovare sollievo dal dolore anche attraverso l’applicazione di un impacco caldo, direttamente sull’orecchio dolorante. I benefici di questo rimedio sono però solo temporanei.

 

Come prevenire il mal d’orecchio

Dal momento che il dolore alle orecchie può essere causato da disturbi molto diversi fra loro, non è possibile impostare strategie di prevenzione ben definite. Si tratta perciò di seguire alcune indicazioni di buon senso, diverse caso per caso, con lo scopo di ridurne il rischio di insorgenza.
Di seguito alcuni consigli utili:

  • dopo una doccia, un bagno o una nuotata, asciugarsi sempre bene le orecchie per evitare il ristagno di acqua e la conseguente proliferazione per esempio di batteri

  • durante un viaggio in aereo, soprattutto in fase di atterraggio, o un’immersione subacquea eseguire semplici manovre di compensazione (come per esempio deglutire o sbadigliare, oppure tapparsi il naso soffiando dolcemente a bocca chiusa) per risentire meno del cambio di pressione. Un cambio repentino di pressione dell’aria determina una retrazione della membrana timpanica causando il classico senso di ovattamento e dolore

  • evitare di pulire l’orecchio in maniera troppo profonda e non utilizzare bastoncini di cotone. Questi, infatti, più che estrarre il cerume ne favoriscono l’impaccamento in profondità con potenziale danneggiamento non solo del condotto uditivo, ma anche della membrana del timpano.

  • evitare l’uso di tappi, se non necessario, ma anche gli stress acustici (per esempio ambienti rumorosi o musica in cuffia troppo alta) per non sollecitare eccessivamente il timpano.

 

Gocce

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